Hai dei risparmi fermi sul conto corrente e vuoi farli fruttare senza rischiare in borsa? Il conto deposito è probabilmente lo strumento che fa per te. In questa guida pratica trovi tutto quello che ti serve sapere: come funziona, quanto rende davvero (al netto delle tasse), la differenza tra libero e vincolato, e cosa controllare prima di aprirne uno.
Cos’è il conto deposito e come funziona
Un conto deposito è un prodotto bancario che ti permette di depositare una somma di denaro presso una banca, ricevendo in cambio un interesse periodico. A differenza del conto corrente, non è pensato per i pagamenti quotidiani: il suo unico scopo è far fruttare la liquidità che non intendi usare nel breve periodo.
Di solito il conto deposito si appoggia a un conto corrente tradizionale e le uniche operazioni a cui è abilitato sono versamenti e prelievi da e verso questo conto di appoggio. Non potrai quindi utilizzarlo per accreditare lo stipendio, pagare le bollette o usare le carte di credito.
Nella maggior parte dei casi conviene aprire un conto deposito online, poiché sono disponibili operazioni rapide via app o home banking e senza costi di apertura.
Conto deposito libero o vincolato: le differenze
Esistono due grandi categorie, con caratteristiche molto diverse:
Conto deposito libero
Con il conto libero puoi prelevare il denaro in qualsiasi momento senza penali. I tassi sono più bassi (generalmente tra 1,5% e 3%) ma hai piena flessibilità.
Conto deposito vincolato
Con il conto vincolato ti impegni a non toccare il capitale per un periodo definito (3, 6, 12, 18 o 24 mesi). Il conto deposito vincolato è la categoria che generalmente offre il rendimento maggiore, proprio perché non si può usufruire del denaro versato fino allo scadere del vincolo, a meno del pagamento di una penale alla banca o se si rinuncia agli interessi maturati fino a quel momento.
Conto deposito svincolabile
Esiste anche una via di mezzo: il conto deposito svincolabile. Il capitale è formalmente vincolato ma puoi richiedere lo svincolo anticipato con penali contenute o senza perdita integrale degli interessi. I tassi si posizionano tra libero e vincolato puro (2,6-3,15% lordo su durate medie).
Quanto rende il conto deposito nel 2026: i tassi aggiornati
I tassi di interesse, pur in graduale discesa rispetto ai picchi del 2023-2024, rimangono su livelli remunerativi: i conti vincolati a 12 mesi si collocano tra il 3% e il 4% lordo, quelli a 24-36 mesi arrivano fino al 5% lordo, mentre i conti liberi oscillano tra l’1,5% e il 3,5%.
Ecco alcuni esempi di offerte attive a luglio 2026 (da verificare sempre sul sito della banca prima di sottoscrivere):
- ING – Conto Arancio: offre un rendimento lordo del 4% per i primi 12 mesi (netto 2,76%) su un tetto massimo di 50.000€. Si tratta di una linea libera e, in quanto tale, potrai prelevare le somme in qualsiasi momento. Il tasso del 4% è offerto in via promozionale fino al 30 luglio 2026.
- Credem – deposito vincolato 6 mesi: il tasso base è del 2,75% lordo annuo per tutti i titolari del conto online Credem Link (importo minimo 5.000€, massimo 500.000€). Il tasso promozionale del 4,00% lordo annuo è riservato ai nuovi clienti che canalizzano lo stipendio sul conto corrente Credem Link.
- Banca Progetto – 24 mesi: la proposta più remunerativa a 24 mesi è Banca Progetto con Conto Key non svincolabile. Il tasso lordo è del 3,50%, la liquidazione degli interessi è trimestrale e il guadagno netto stimato arriva a 957,31 euro su 20.000 euro.
- BBVA – deposito libero: la banca spagnola garantisce il 3% lordo annuo per i primi 6 mesi, senza vincoli e fino a un massimo di 200.000 euro. L’offerta è sottoscrivibile fino al 30 settembre 2026 e non richiede l’accredito dello stipendio.
I tassi cambiano frequentemente. Controlla sempre le condizioni aggiornate direttamente sul sito ufficiale della banca prima di aprire il conto.
Tassazione: quanto ti rimane in tasca davvero
Il tasso pubblicizzato è sempre lordo. Prima di calcolare il tuo guadagno reale, devi sottrarre due voci fiscali:
1. Ritenuta sugli interessi: 26%
Sugli interessi maturati dal conto deposito si applica una ritenuta fiscale pari al 26%. L’imposta viene trattenuta al momento dell’accredito degli interessi e versata direttamente all’Agenzia delle Entrate. Visto che la ritenuta del 26% viene applicata a titolo d’imposta per le persone fisiche, non deve essere indicata nella dichiarazione dei redditi nel modello 730 o Unico.
2. Imposta di bollo: 0,20% annuo sul capitale
Nel caso del conto deposito, questa imposta assume una funzione proporzionale, pari allo 0,20% annuo del valore complessivo delle somme depositate. Sui conti deposito l’imposta si paga dal primo euro: non esiste la soglia di esenzione dei 5.000 euro. Questa soglia riguarda esclusivamente i conti correnti tradizionali.
Esempio pratico: un conto deposito che offre un tasso lordo del 4,00% non garantirà un aumento pari su base netta: dopo la tassazione al 26%, il rendimento netto sarà approssimativamente pari al 2,96%. A cui va ulteriormente sottratta l’imposta di bollo dello 0,20%.
La formula esatta è:
Rendimento netto = (Capitale × Tasso lordo × 0,74) − (Capitale × 0,20%)
Quanto è sicuro il conto deposito? La garanzia FITD
Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) garantisce i depositi di ogni correntista fino a 100.000€ per banca. Questo significa che anche se la banca fallisce, i tuoi soldi sono al sicuro entro quel limite.
Se hai più di 100.000€ da depositare, distribuiscili su più banche per mantenere la copertura completa su tutto il capitale.
Come aprire un conto deposito: passo per passo
- Confronta le offerte usando un comparatore aggiornato (es. Il Sole 24 Ore Conti, Facile.it, ConfrontaConti.it).
- Scegli tra libero e vincolato in base alle tue esigenze di liquidità.
- Vai sul sito della banca scelta e avvia la procedura online (di solito bastano 5-10 minuti e un documento d’identità + codice fiscale).
- Indica il conto corrente di appoggio da cui trasferire i fondi.
- La gestione successiva del conto deposito, inclusa la costituzione di eventuali vincoli o il prelievo di somme, si svolge interamente tramite l’area riservata di home banking o l’app mobile dell’istituto.
- Leggi il foglio informativo prima di confermare, soprattutto le condizioni di svincolo anticipato.
Conto deposito vs BTP: quale conviene?
I titoli di Stato godono di una tassazione agevolata al 12,5%, mentre gli interessi dei conti deposito sono tassati al 26%. Inoltre, sui conti deposito pesa normalmente anche l’imposta di bollo dello 0,20% annuo sul capitale.
I migliori conti deposito possono ancora battere i titoli di Stato sulle scadenze a 12 mesi, soprattutto quando offrono tassi lordi superiori al 3,25-3,40%. Sui 24 mesi, invece, il BTP torna un concorrente molto forte: anche la migliore offerta bancaria si ferma leggermente sotto il rendimento netto teorico del titolo di Stato.
Domande frequenti
Posso perdere i soldi con un conto deposito?
Il capitale depositato è garantito (nei limiti del FITD fino a 100.000 euro per banca) e non può scendere. Il rendimento è contrattualmente certo. L’unico rischio è il default della banca, coperto dal fondo di garanzia. Attenzione però: in termini di potere d’acquisto, se l’inflazione supera il rendimento netto stai comunque perdendo valore reale.
Cosa succede se svincolgo prima della scadenza?
Puoi sempre prelevare il capitale depositato in un conto vincolato prima dello scadere del vincolo, a costo però di una riduzione o di un azzeramento degli interessi maturati nel tempo. Esiste anche una variante intermedia: il conto deposito a svincolo parziale, che consente di prelevare solo una parte del capitale prima della scadenza, mantenendo il rendimento sul resto. Prima di sottoscrivere, è importante leggere con attenzione il contratto per capire cosa accade concretamente in caso di svincolo anticipato, poiché le condizioni variano sensibilmente da banca a banca.
Il conto deposito influisce sull’ISEE?
Il saldo del conto deposito (sia libero che vincolato) è incluso nel patrimonio mobiliare dell’ISEE. Questo può influire sull’accesso a prestazioni sociali che utilizzano l’ISEE come parametro.
È meglio un conto deposito italiano o di una banca estera?
Se scegli una banca italiana, fa tutto lei: trattiene la tassa e la versa allo Stato al posto tuo, senza che tu debba preoccuparti di nulla nel 730. Se invece scegli un conto estero, sarai tu a dover inserire l’equivalente di questa tassa (chiamata IVAFE) nella dichiarazione dei redditi.
Quanto è il rendimento netto su 10.000 euro con tasso al 4%?
Su un deposito da 10.000 euro, un tasso del 4% lordo consente di ottenere circa 276 euro netti in un anno dopo la tassazione del 26%. Da questi vanno sottratti altri 20 euro di imposta di bollo (0,20% su 10.000€), per un netto finale di circa 256 euro.
Il conto deposito è adatto alle aziende?
Questi strumenti bancari consentono di ottenere un rendimento sugli importi depositati, con rischi contenuti e garanzia del capitale fino ai limiti previsti dal sistema di tutela dei depositanti. Il loro utilizzo è spesso consigliato sia per privati sia per aziende che desiderano parcheggiare liquidità in modo sicuro, con una redditività superiore alla semplice giacenza su conto corrente. Per le persone giuridiche, esiste un tetto massimo per l’imposta di bollo fissato a 14.000€ annui.
Fonti:
- Pagamenti Digitali – Conti Deposito 2026: i migliori tassi
- We Wealth – Conto deposito, come scegliere (giugno 2026)
- Il Sole 24 Ore Conti – Migliori conti deposito luglio 2026
- Money.it – Miglior conto deposito, classifica luglio 2026
- PMI.it – Conto deposito, come funziona e come scegliere
- Raisin – Tassazione conto deposito (aggiornato dic. 2025)
- Raisin – Imposta di bollo conto deposito (giugno 2026)
- Banca Ifis – Imposta di bollo conto deposito
- Confronta Conti Il Sole 24 Ore – Imposta di bollo sul conto deposito
- FunniFin – Conto deposito 2026: calcolo tasso netto e vincoli
- PartitaIVA.it – Conti deposito e correnti remunerati luglio 2026
- Investing.com Academy – Conto Deposito: migliori rendimenti a confronto
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