Come pagare i contributi INPS da partita IVA: guida completa 2026

Se hai una partita IVA, versare i contributi INPS è un obbligo che non puoi ignorare, indipendentemente dal regime fiscale scelto. Il problema è che le regole cambiano a seconda del tipo di attività, e orientarsi tra gestioni, aliquote e scadenze non è sempre semplice. In questa guida trovi tutto quello che ti serve sapere, aggiornato alle circolari INPS del 2026.


Prima cosa da fare: capire a quale gestione INPS appartieni

Non esiste una sola “cassa INPS per partita IVA”. Esistono gestioni diverse, e quella giusta dipende da cosa fai:

  • Gestione Artigiani: se svolgi un’attività artigianale (idraulico, elettricista, falegname, parrucchiere, ecc.)
  • Gestione Commercianti: se hai un’attività commerciale, di ristorazione o nel settore del terziario/turismo
  • Gestione Separata: se sei un libero professionista senza una cassa previdenziale di categoria (consulente, grafico, sviluppatore, copywriter, fisioterapista, formatore, ecc.)

L’eccezione sono i liberi professionisti con una cassa previdenziale specifica (come Cassa Forense per gli avvocati o INARCASSA per gli ingegneri), che non devono iscriversi all’INPS e versano i contributi direttamente alla propria cassa di appartenenza.


Gestione Artigiani e Commercianti: aliquote e importi 2026

Con la circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026, l’Istituto ha indicato gli importi dei contributi dovuti per il 2026 dagli iscritti alle Gestioni previdenziali degli artigiani e dei commercianti.

Le aliquote di tutti i titolari, coadiuvanti o coadiutori risultano il 24% per gli artigiani e il 24,48% per i commercianti. L’aliquota contributiva aggiuntiva per i commercianti, dovuta per finanziare l’indennizzo in caso di cessazione dell’attività, è pari allo 0,48%.

Il contributo minimo obbligatorio

Nel 2026 il reddito minimale è pari a 18.808 euro. Questo significa che i contributi fissi obbligatori sono pari a 4.521,36 euro per gli artigiani e 4.611,64 euro per i commercianti, anche in caso di reddito basso o nullo.

Se il reddito supera il minimale, si applicano le aliquote percentuali sulla parte eccedente. Oltre il minimale di 18.808 euro, si applicano le aliquote IVS del 24% per gli artigiani e del 24,48% per i commercianti fino a 56.224 euro. Sulla parte eccedente questa soglia, l’aliquota sale rispettivamente al 25% e al 25,48%, fino al massimale contributivo previsto per il 2026.

Agevolazione per il regime forfettario

I titolari di partita IVA in regime forfettario iscritti alla Gestione Artigiani o Commercianti possono beneficiare di una riduzione contributiva del 35% sull’importo totale dei contributi dovuti. Si tratta di un’agevolazione strutturale introdotta dalla Legge n. 190/2014 e confermata per il 2026.

Gli over 65 già pensionati continuano a beneficiare della riduzione del 50% degli importi dovuti.


Gestione Separata INPS: aliquote e importi 2026

Con la circolare INPS del 3 febbraio 2026, n. 8, l’Istituto ha comunicato le aliquote e il valore minimale e massimale del reddito per il calcolo dei contributi dovuti nel 2026 dagli iscritti alla Gestione Separata.

Per il 2026, il professionista titolare di partita IVA iscritto alla Gestione Separata e non assicurato presso altre forme pensionistiche obbligatorie versa il 26,07% (25% IVS + 0,72% per maternità, malattia e congedo parentale + 0,35% ISCRO).

Se sei pensionato o iscritto ad altra gestione previdenziale obbligatoria, l’aliquota scende al 24%.

Minimale e massimale 2026

Per il 2026 il minimale di reddito utile all’accredito dell’intero anno contributivo è 18.808 euro, mentre il massimale oltre il quale non sono più dovuti contributi è 122.295 euro.

A differenza di artigiani e commercianti, nella Gestione Separata non esiste un contributo fisso minimo da versare: i contributi si calcolano sempre in percentuale sul reddito effettivo.

Esempio pratico: per un reddito netto di 30.000 euro, i contributi da versare alla Gestione Separata ammontano a circa 7.821 euro (30.000 × 26,07%).


Come iscriversi all’INPS: procedura passo-passo

Per la Gestione Separata (liberi professionisti)

  1. Accedi al sito inps.it con SPID, CIE o CNS
  2. Cerca il servizio “Domanda Iscrizione Parasubordinati”
  3. Il servizio permette di presentare la domanda di iscrizione alla Gestione Separata per i lavoratori autonomi che producono reddito (liberi professionisti) per i quali non è stata istituita una cassa professionale autonoma.
  4. Inserisci partita IVA, codice ATECO e data di inizio attività
  5. Al termine della procedura viene rilasciata apposita ricevuta che attesta l’avvenuta iscrizione.
  6. Dopo l’apertura della partita IVA hai 30 giorni di tempo per iscriverti.

Per la Gestione Artigiani/Commercianti

L’imprenditore commerciale avvia e modifica l’attività con la Comunicazione Unica (ComUnica) da presentare alla Camera di Commercio, che assolve tutti gli adempimenti amministrativi previsti, inclusa l’iscrizione INPS ai fini previdenziali.


Come e quando pagare: scadenze 2026

Artigiani e Commercianti – contributi minimi fissi

I contributi devono essere versati mediante modello F24, alle seguenti scadenze per le quattro rate dei contributi dovuti sul minimale di reddito: 18 maggio 2026, 20 agosto 2026, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027.

Saldo e acconti (tutte le gestioni)

I contributi dovuti sulla quota di reddito eccedente il minimale e la contribuzione degli iscritti alla Gestione Separata si versano con modello F24 alle scadenze previste per le imposte sui redditi: entro il 30 giugno 2026 (o 30 luglio 2026 con maggiorazione) per il saldo 2025 e il primo acconto 2026; entro il 30 novembre 2026 per il secondo acconto 2026.

Chi versa tra il 30 giugno e il 30 luglio 2026 deve applicare sulle somme una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo, da versare separatamente.

Come effettuare il pagamento

Le rate trimestrali vengono versate tramite F24, con i codici tributo specifici comunicati dall’INPS nella circolare annuale. Il pagamento può avvenire online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, tramite banca o ufficio postale.

I modelli F24 sono disponibili accedendo al Cassetto previdenziale artigiani e commercianti sul portale INPS, da cui è possibile consultarli e stamparli.


Deducibilità dei contributi INPS

I contributi INPS versati dalla gestione artigiani/commercianti sono integralmente deducibili dal reddito imponibile IRPEF, sia nel regime ordinario che nel forfettario. Lo stesso vale per la Gestione Separata: i contributi sono interamente deducibili dal reddito imponibile IRPEF, generando un risparmio fiscale. Con un’aliquota IRPEF del 23-35%, il vantaggio fiscale effettivo è tra 2.398 e 3.650 euro su un reddito di 40.000 euro.


Domande frequenti

Devo pagare i contributi INPS anche se non ho guadagnato nulla?

I contributi minimi artigiani e commercianti sono dovuti anche in caso di reddito pari a zero o in perdita. L’INPS calcola infatti i contributi su un reddito minimale stabilito annualmente, indipendentemente dal fatturato effettivo. Per chi è iscritto alla Gestione Separata, invece, non esiste un contributo fisso minimo: i contributi si calcolano sempre in percentuale sul reddito effettivo, quindi se non guadagni nulla non paghi nulla.

Posso rateizzare il pagamento dei contributi?

I contributi dovuti sul minimale (le quattro rate fisse) non sono rateizzabili. Tuttavia, i versamenti derivanti dal saldo e dagli acconti (quelli di giugno e novembre) sono rateizzabili, in genere fino a un massimo di cinque o sei rate mensili, con l’applicazione di interessi.

Cosa succede se pago in ritardo?

Il mancato o ritardato versamento dei contributi INPS comporta l’applicazione di sanzioni civili (interessi di mora) e, se il ritardo è significativo, l’INPS può avviare azioni per il recupero del credito. È consigliabile usare il ravvedimento operoso se il ritardo è minimo.

Ho una partita IVA forfettaria: come calcolo i contributi alla Gestione Separata?

Per chi è in regime forfettario, il calcolo dei contributi segue questi passaggi: si applica il coefficiente di redditività previsto dal codice ATECO al fatturato, ottenendo la base imponibile; su questa si applica l’aliquota del 26,07% per i professionisti senza altra copertura previdenziale. Non esiste un contributo minimo fisso: si paga solo in base a quanto si guadagna.

I contributi INPS mi danno diritto alla pensione?

Sì. Le prestazioni pensionistiche per chi versa alla Gestione Separata includono l’assegno ordinario di invalidità e la pensione di inabilità, la pensione anticipata (con 64 anni di età e 20 anni di contribuzione effettiva) e la pensione di vecchiaia. Artigiani e commercianti maturano invece contributi nelle rispettive gestioni IVS (Invalidità, Vecchiaia e Superstiti).

Posso compensare i contributi INPS con crediti fiscali nell’F24?

È possibile compensare crediti e debiti nel modello F24 secondo le regole del D.Lgs. 241/1997. Occorre però fare attenzione: servono i presupposti e, talvolta, il visto di conformità.


Fonti:


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