Dazio 3 euro sui pacchi Temu e Shein: cosa cambia davvero per chi compra online

Dal 1° luglio 2026 acquistare su Temu, Shein o AliExpress costa di più. L’Unione Europea ha abolito la franchigia doganale sotto i 150 euro e introdotto un dazio forfettario da 3 euro per voce doganale su ogni spedizione extra-UE. Non è un dettaglio tecnico: il meccanismo colpisce per categoria di prodotto, non per pacco, e l’effetto cumulato può essere molto più alto di 3 euro a ordine.


Perché l’UE ha introdotto questo dazio

L’obiettivo è colpire il paradosso che ha accompagnato per anni il boom dell’e-commerce: chi importa nell’UE grandi quantità di beni paga dazi ordinari, mentre colossi cinesi come Shein e Temu beneficiavano dell’esenzione vendendo direttamente ai singoli consumatori, una falla diventata gigantesca.

I numeri spiegano l’urgenza: nel 2025 sono entrati nell’Unione europea circa 5,9 miliardi di articoli extra-UE senza pagare dazi, per una media di oltre 16 milioni di pacchi al giorno, e più del 90% proveniva dalla Cina. Inoltre, oltre il 60% dei prodotti importati non era in linea con gli standard europei di sicurezza, in particolare giocattoli, dispositivi elettronici, cosmetici e integratori alimentari.

La misura è stata introdotta dal Regolamento UE 2026/382 e la stretta era attesa da mesi ed era stata spinta anche dall’Italia, con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti tra i più convinti della necessità di anticipare il più possibile i tempi della riforma doganale europea.


Come funziona il dazio: la trappola della voce doganale

Questo è il punto che quasi tutti fraintendono. Il prelievo non sarà applicato per pacco ma per “voce” doganale dichiarata: su un invio con più categorie di prodotti il forfait potrà quindi scattare più volte.

Il dazio forfettario si calcola per ogni singolo oggetto: l’acquisto simultaneo di una maglietta, un ombrello e un paio di scarpe comporterà un dazio complessivo di 9 euro.

Chi paga? Nella maggior parte dei casi, chi versa il dazio è la piattaforma, oppure il venditore, oppure qualsiasi altra azienda coinvolta nella vendita e nel trasporto delle merci importate. I consumatori che acquistano online non sono legalmente responsabili del pagamento. Nella pratica, tuttavia, possiamo aspettarci che i venditori carichino il costo all’interno delle spese di spedizione.


E il contributo italiano da 2 euro?

L’Italia aveva previsto nella Legge di Bilancio 2026 un contributo aggiuntivo da 2 euro per le spese doganali amministrative. La questione si è risolta il 22 giugno 2026 con il decreto PNRR approvato in Consiglio dei ministri: il contributo italiano da 2 euro è stato sospeso fino al 1° ottobre 2026, evitando per ora l’effetto “3+2”. L’obiettivo è allineare i due prelievi, evitando una sovrapposizione temporanea.


Quanto durerà e cosa viene dopo

Il dazio forfettario da 3 euro resterà in vigore fino al primo luglio 2028, quando entrerà in funzione il Data Hub doganale europeo per l’e-commerce, con dazi ordinari calcolati non più a pacchetto ma sul valore effettivo della merce, dell’origine e della classificazione doganale.

Da novembre arriverà anche il contributo per la gestione doganale, la cosiddetta “handling fee”, destinata a coprire i costi crescenti dei controlli.


Cosa significa per te

Se sei un consumatore: il prezzo degli ordini su Temu, Shein e AliExpress aumenterà, anche se legalmente non sei tu a pagare il dazio. Le piattaforme lo trasferiranno sulle spese di spedizione o sul prezzo finale. Secondo il Codacons, la tassa rischia di costare ai cittadini europei 17,7 miliardi di euro l’anno; per i cittadini italiani, considerando l’IVA al 22%, il dazio sarà pari a 3,66 euro.

Se vendi online o hai un e-commerce europeo: questa è una buona notizia. La novità può cambiare il prezzo finale di milioni di acquisti online, incidere sulle strategie delle grandi piattaforme asiatiche e ridare un po’ di respiro a negozi, produttori e rivenditori europei che negli ultimi anni hanno subito una concorrenza sempre più aggressiva sul prezzo.

Se importi prodotti per rivendita: attenzione alle classificazioni doganali. A pochi giorni dal debutto della misura, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha pubblicato la Circolare 17/2026 con le istruzioni dichiarative per importatori, spedizionieri e corrieri. Consultarla è essenziale per evitare sorprese.


Domanda: Il dazio si applica anche agli acquisti su Amazon da venditori cinesi?

Sì, se il venditore spedisce direttamente dalla Cina al consumatore europeo, il regime si applica. Se invece la merce è già in un magazzino europeo (come avviene spesso con FBA), il dazio era già stato pagato all’importazione con le regole precedenti e non cambia nulla per l’acquirente finale.

Domanda: Se restituisco il prodotto, mi viene rimborsato il dazio?

La tariffa versata non è rimborsata quando il bene è restituito o non ritirato, salvo i casi di merce difettosa o non conforme previsti dal Codice doganale dell’Unione.

Domanda: Vale per tutti i Paesi extraeuropei o solo la Cina?

Vale per tutti i Paesi extra-UE, ma l’impatto è soprattutto sui prodotti cinesi. Le merci provenienti da Paesi che hanno siglato un accordo commerciale con l’Unione europea possono beneficiare dell’esenzione, a patto che soddisfino le condizioni previste dal trattato stesso.


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