Eni apre la gigafactory di Brindisi: un miliardo di euro per le batterie italiane

Oggi, 6 luglio 2026, Eni ha posato la prima pietra della sua gigafactory di batterie a Brindisi. Un investimento da un miliardo di euro, 1.300 posti di lavoro e una quota-obiettivo del 10% del mercato europeo degli accumuli energetici entro il 2030. E’ la scommessa industriale piu grande dell’anno nel nostro paese.


Cosa e successo oggi

A Brindisi, in un’area dello stabilimento industriale Versalis un tempo adibita allo stoccaggio dei polimeri e ad altre attività industriali da tempo dismesse, è stata celebrata alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e delle autorità locali la cerimonia di posa della prima pietra del primo polo integrato per la produzione di batterie stazionarie.

Eni avvia la costruzione della gigafactory di Brindisi dove produrrà batterie stazionarie per le energie rinnovabili attraverso Eni Storage Systems, la joint venture tra Eni Industrial Evolution e Fib, gruppo Seri Industrial.

La nuova struttura trasforma il sito Versalis in un polo italiano ed europeo integrato per la produzione di batterie LFP al litio-ferro-fosfato, destinate prevalentemente ai sistemi di accumulo BESS, che supportano la diffusione delle energie rinnovabili e la stabilità delle reti elettriche.


I numeri del progetto

I numeri in ballo sono rilevanti:

  • 1 miliardo di euro di investimento complessivo, secondo quanto dichiarato dal ministro Urso presente alla cerimonia.
  • 1.300 posti di lavoro diretti creati sul territorio di Brindisi. Come ha sottolineato lo stesso ministro, si tratta di “un investimento di un miliardo di euro che darà lavoro a 1.300 persone”.
  • 16 GWh/anno di capacita produttiva entro il 2030. La capacità complessiva prevista è di 16 GWh/anno entro il 2030, di cui metà a Brindisi e metà nello stabilimento di Teverola, una quota pari a oltre il 10% del mercato europeo degli accumuli stazionari BESS.

Il progetto e distribuito su due siti:

  • Brindisi: gigafactory per celle, moduli e assemblaggio pacchi batteria (BESS).
  • Teverola (Caserta): gigafactory di Seri Industrial, da cui arriveranno moduli aggiuntivi da assemblare a Brindisi.

Nella seconda fase, a completamento del progetto, a Brindisi saranno svolte anche le attività di produzione di materia attiva catodica LFP e di riciclo delle batterie, dimensionati per entrambe le gigafactory.


Perche questo mercato vale tantissimo

La domanda europea di sistemi di accumulo BESS è stimata in crescita da 36 GWh nel 2025 a circa 138 GWh al 2030. Quasi quattro volte in cinque anni. Il mercato e dominato oggi da produttori cinesi: l’Italia prova a costruire una filiera alternativa europea.

L’operazione è coerente con l’ingresso di Eni nella canadese Nouveau Monde Graphite, che potrà assicurare rifornimenti di materie prime per la gigafactory. Un presidio della catena di fornitura che riduce la dipendenza dall’Asia.

Nei piani di Eni e Fib l’investimento “darà vita a una filiera locale innovativa, in grado di generare occupazione e autonomia strategica rispetto ai mercati extra-Ue, di ridurre le emissioni senza perdere competitività”, e si completa con il contestuale ingresso di Eni in Faenix, la società del gruppo Seri Industrial che commercializzerà i sistemi di accumulo prodotti a Teverola e a Brindisi.


Cosa significa per te

Se sei un imprenditore nel Sud Italia: Brindisi diventa un polo industriale attivo. L’investimento “darà vita a una filiera locale innovativa, in grado di generare occupazione e autonomia strategica rispetto ai mercati extra-UE.” Per le PMI locali si aprono opportunita di fornitura, subappalto e servizi connessi a un cantiere e poi a una fabbrica di grandi dimensioni.

Se lavori nell’energia o nelle rinnovabili: i sistemi BESS diventano infrastruttura critica per qualsiasi impianto fotovoltaico ed eolico. Avere un produttore italiano integrato cambia i prezzi e la disponibilita di accumulo sul mercato nazionale.

Se sei un investitore: Eni si diversifica fuori dal petrolio con un business in crescita del 400% in cinque anni in Europa. Vale la pena seguire l’evoluzione di Eni Storage Systems e delle aziende della filiera.

Se sei un risparmiatore con Eni in portafoglio: l’operazione rafforza la narrativa di trasformazione industriale del gruppo, che ha presentato il piano strategico 2026-2030 proprio su queste basi.


Domanda: quando sara operativa la gigafactory?

Il cantiere e partito oggi, 6 luglio 2026. La capacita piena di 16 GWh/anno e attesa entro il 2030, con una prima fase a Brindisi e una seconda che include il riciclo delle batterie e la produzione di materia attiva catodica.

Domanda: cosa sono le batterie LFP e perche non al litio “classico”?

LFP sta per litio-ferro-fosfato. Rispetto alla chimica NMC (nichel-manganese-cobalto) usata nelle auto elettriche, le LFP sono piu stabili termicamente, durano piu cicli e costano meno per unita di energia. Sono la tecnologia dominante per lo stoccaggio stazionario di grande scala, dove il peso e il volume contano meno.

Domanda: chi e Seri Industrial, il partner di Eni?

Seri Industrial e un gruppo italiano con sede a Teverola (Caserta), attivo nella produzione di batterie al piombo e ora in piena transizione verso il litio con la controllata Fib. Ha gia in costruzione la sua gigafactory a Teverola, che si integra con quella di Brindisi nel piano congiunto di Eni Storage Systems.


Fonti:


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