Il credito d’imposta è uno degli strumenti fiscali più usati dallo Stato per incentivare gli investimenti delle imprese. In parole semplici, ti permette di ridurre le imposte che devi versare all’Erario, usando un “credito” maturato grazie a spese o investimenti ammissibili. Nel 2026 il panorama è cambiato rispetto agli anni precedenti: alcune misure si sono chiuse, nuove sono entrate in vigore. Ecco tutto quello che devi sapere, passo dopo passo.
Cos’è il credito d’imposta e come funziona in concreto
Il credito d’imposta è un beneficio fiscale che lo Stato riconosce alle imprese al verificarsi di determinate condizioni (un investimento, un’attività di ricerca, una localizzazione geografica specifica, ecc.). A differenza di un contributo a fondo perduto, non ricevi denaro direttamente: il credito viene usato per abbattere le imposte dovute, di norma tramite il meccanismo della compensazione nel modello F24.
La compensazione consiste nell’utilizzare i crediti fiscali maturati in diminuzione dei debiti fiscali dovuti, direttamente nel modello F24.
Esistono due tipi di compensazione: quella orizzontale, quando il credito viene usato per compensare un debito relativo a imposte di natura diversa (es. credito IVA per pagare IRES o INPS), e quella verticale, quando il credito fiscale viene utilizzato per compensare un debito della stessa natura.
Un limite importante da tenere a mente: dal 2026, è prevista una soglia relativa ai debiti iscritti a ruolo oltre la quale non è più consentita la compensazione tramite F24. In presenza di debiti superiori a tale importo, il contribuente non può utilizzare i crediti fiscali in compensazione fino a quando la propria esposizione non rientra sotto la soglia vigente. L’importo esatto si verifica sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Le principali misure attive nel 2026
Il quadro degli incentivi è articolato. Ecco i principali crediti d’imposta operativi quest’anno per le imprese.
1. Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali (Transizione 4.0 — coda 2026)
Le imprese che avevano effettuato investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati rientranti nel Piano Transizione 4.0 possono ancora fruire del credito residuo. Il credito d’imposta è riconosciuto in percentuale sul costo dell’investimento, con aliquote decrescenti al crescere dell’importo investito (le percentuali esatte e le soglie aggiornate sono verificabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate o del MIMIT).
Il credito d’imposta è riconosciuto nel limite di spesa complessivo stanziato per gli investimenti effettuati entro la metà del 2026, a condizione che entro la fine del 2025 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti.
Il credito d’imposta Transizione 4.0 è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante modello F24 in tre quote annuali di pari importo.
Importante: i crediti d’imposta previsti dal Piano Transizione 5.0 e dal Piano Transizione 4.0 non sono cumulabili per i medesimi beni oggetto di agevolazione.
2. Piano Transizione 5.0 — gestione delle pratiche in corso
Il credito d’imposta Transizione 5.0, diretto a sostenere le imprese nel percorso verso la transizione digitale ed energetica, non è più in vigore dal 1° gennaio 2026, sostituito dall’iperammortamento introdotto dalla Legge di Bilancio 2026.
Tuttavia, chi aveva presentato domanda entro i termini può ancora fruire del credito. Alle imprese che hanno presentato istanze ritenute tecnicamente ammissibili, nell’ambito del Piano Transizione 5.0, spetta un contributo sotto forma di credito d’imposta — nei limiti delle risorse complessivamente stanziate — commisurato agli investimenti in beni materiali e immateriali e alle spese per la formazione del personale.
Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite modello F24, entro il 31 dicembre 2026.
3. Credito d’imposta per Ricerca e Sviluppo (R&S)
Il credito R&S puro resta operativo, con un orizzonte confermato fino al 2031. L’aliquota applicabile e il massimale annuo sono verificabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Il credito per innovazione tecnologica ordinaria e quello per innovazione tecnologica 4.0 e green si sono esauriti il 31 dicembre 2025 e non sono stati prorogati.
Dal 2026 restano attivi il credito R&S pura (confermato fino al 2031) e quello per design/ideazione estetica (prorogato per il 2026).
4. Credito d’imposta ZES Unica 2026 (per le imprese del Sud)
La Legge di Bilancio 2026 proroga il credito d’imposta ZES Unica fino al 31 dicembre 2028, ampliando l’orizzonte temporale per le imprese e garantendo maggiore stabilità agli investimenti nel medio periodo.
Per il 2026, il credito è commisurato all’ammontare degli investimenti realizzati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026. È previsto un limite massimo per ciascun progetto e una soglia minima di costo complessivo al di sotto della quale il progetto non risulta agevolabile: gli importi esatti sono verificabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Le percentuali di agevolazione variano in base alla dimensione dell’impresa e alla regione di localizzazione, con livelli particolarmente vantaggiosi in alcune aree del Mezzogiorno. Il credito d’imposta per la ZES Unica è prorogato per gli anni dal 2026 al 2028, con risorse stanziate che decrescono progressivamente nel triennio.
Come si richiede e si utilizza in compensazione: procedura passo-passo
Ogni misura ha la sua procedura specifica, ma la logica generale è sempre la stessa.
Passo 1 – Verifica i requisiti
Prima di tutto, controlla se la tua impresa e il tipo di investimento rientrano tra quelli ammissibili per la misura che ti interessa.
Passo 2 – Presenta la comunicazione preventiva
Per molti crediti (ZES Unica, Transizione 4.0) è obbligatoria una comunicazione telematica all’Agenzia delle Entrate o al GSE. Per l’agevolazione ZES Unica 2026, le aziende devono presentare una comunicazione nella finestra temporale prevista, indicando gli investimenti già realizzati o da realizzare nel periodo agevolato. Le date esatte sono pubblicate sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Passo 3 – Effettua e documenta l’investimento
Raccogli tutta la documentazione contabile. L’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata da un soggetto iscritto nella sezione A del registro dei revisori dei conti.
Passo 4 – Presenta la comunicazione integrativa (ove richiesta)
Le imprese devono presentare una comunicazione integrativa nella finestra temporale indicata dall’Agenzia delle Entrate. Il riconoscimento del credito avviene entro i termini previsti dalla procedura ufficiale.
Passo 5 – Utilizza il credito in compensazione con F24
Le imprese beneficiarie possono utilizzare i crediti d’imposta in compensazione tramite modello F24, inserendo il codice tributo dedicato nella sezione erario. Il modello F24 deve essere presentato esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate.
Ciascun beneficiario può visualizzare l’ammontare dell’agevolazione fruibile in compensazione tramite il proprio cassetto fiscale, accessibile dall’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.
Il nuovo iperammortamento dal 2026
Dal 1° gennaio 2026 il sistema di incentivazione degli investimenti industriali torna a fondarsi sul meccanismo dell’iperammortamento, superando la logica del credito d’imposta del Piano Transizione 5.0. Il nuovo regime consente alle imprese di maggiorare fiscalmente il valore dei beni strumentali agevolabili, aumentando la quota deducibile ai fini IRES e IRPEF nel corso degli anni di ammortamento.
Il nuovo regime non prevede più un credito d’imposta “liquido”, ma un beneficio fiscale di natura differita, basato sulla maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile. In pratica, il vantaggio non si traduce più in una compensazione immediata dei tributi, ma in una riduzione progressiva della base imponibile attraverso quote di ammortamento maggiorate.
Domande frequenti
Cos’è in pratica un credito d’imposta?
È un beneficio fiscale che lo Stato riconosce a fronte di determinati investimenti o attività. Funziona come un “credito verso l’Erario” che l’impresa usa per pagare meno tasse, in compensazione nel modello F24. Non è un rimborso in denaro diretto, ma riduce concretamente le imposte da versare.
Posso ancora accedere al Piano Transizione 5.0 nel 2026?
No: il credito d’imposta Transizione 5.0 è valido per gli investimenti effettuati nel biennio 2024-2025 e non è più operativo come nuova misura dal 2026. Chi aveva già presentato domanda e ottenuto l’ammissibilità tecnica può tuttavia fruire del credito residuo in compensazione tramite F24 entro fine 2026.
Il credito d’imposta ZES è cumulabile con altre agevolazioni?
Il credito è cumulabile con aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammessi al beneficio, a condizione che tale cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle pertinenti discipline europee. In pratica è cumulabile, ad esempio, con l’iperammortamento 2026, purché si rispettino i tetti massimi previsti.
Cosa succede se uso il credito d’imposta in modo errato?
In caso di compensazione indebita, l’Agenzia delle Entrate recupera l’importo con sanzioni e interessi. È quindi fondamentale verificare sempre l’ammontare fruibile nel cassetto fiscale e attendere la conferma ufficiale (es. dal GSE per i crediti 4.0/5.0) prima di inserire il codice tributo nel modello F24.
Quanto dura il credito R&S per le imprese?
La misura è confermata fino al 2031 e si rivolge a tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente dalla forma giuridica, settore di appartenenza o dimensione. Le aliquote e i massimali annui aggiornati sono consultabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Chi può aiutarmi a certificare le spese?
Le imprese possono richiedere una certificazione che attesti la qualificazione delle attività tramite l’Albo dei certificatori istituito presso il MIMIT. La certificazione è facoltativa ma, in presenza di una verifica fiscale, offre una protezione concreta.
Fonti:
- Agenzia delle Entrate – Credito d’imposta per investimenti nella ZES unica (ZES 2026): Imprese - Che cos'è - Agenzia delle Entrate
- Agenzia delle Entrate – Investimenti in beni strumentali, entità e utilizzo del credito d’imposta: Imprese - Investimenti in beni strumentali - Entità e utilizzo del credito d'imposta - Agenzia delle Entrate
- Agenzia delle Entrate – Risoluzione n. 18/E del 15 maggio 2026: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/9978562/RIS_n_18_del_15_05_2026
- Agenzia delle Entrate – FAQ beni strumentali imprese: Imprese - Risposte alle domande più frequenti - Agenzia delle Entrate
- MIMIT – Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali: Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali
- MIMIT – Piano Transizione 5.0: Piano Transizione 5.0
- MIMIT – Avviso 29 aprile 2026 – Piano Transizione 5.0. Pratiche tecnicamente ammissibili: Avviso 29 aprile 2026 - Piano Transizione 5.0. Pratiche tecnicamente ammissibili
- Camera dei Deputati – ZES Unica Mezzogiorno: Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno - ZES Unica
- Finanza & Fisco – Risoluzione n. 16/E del 2026, codice tributo 7079: https://www.finanzaefisco.it/credito-imposta-investimenti-2026-ridenominazione-codice-tributo-7079-risoluzione-16e-2026/
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