Quanto si guadagna con il dropshipping nel 2026?

Con il dropshipping si guadagna in media da 0 a 3.000 €/mese netti nel primo anno, con margini netti tra il 10% e il 30% del fatturato. I guadagni variano moltissimo in base all’esperienza, alla nicchia scelta e al budget pubblicitario: il 10-20% dei nuovi dropshipper riesce a raggiungere la redditività nel primo anno.


I guadagni reali per livello di esperienza

I numeri concreti cambiano a seconda di dove si è nel proprio percorso. Le stime che seguono sono indicative e derivano da fonti di settore non indipendenti (blog di operatori e tool SaaS), in assenza di campioni statistici verificabili; vanno quindi lette come ordini di grandezza orientativi, non come dati oggettivi.

  • Principianti (0–6 mesi): la maggior parte guadagna tra 50 e 300 € di profitto netto al mese, con ricavi lordi che oscillano tra 0 e 2.000 €. Questo periodo è caratterizzato da una curva di apprendimento ripida e investimenti iniziali per testare prodotti e campagne pubblicitarie.

  • Intermedi (6–12 mesi): chi persiste e ottimizza il proprio negozio può raggiungere profitti mensili tra 100 e 500 €, con ricavi che salgono a 500–5.000 € al mese.

  • Dopo un anno di esperienza: i dropshipper che hanno sviluppato competenze solide possono aspettarsi profitti netti tra 1.000 e 3.000 € mensili, con ricavi che vanno da 5.000 a 15.000 €.

  • Livello avanzato: secondo stime di settore riportate da fonti commerciali come TrueProfit e SellersCommerce, i dropshipper più esperti raggiungerebbero profitti nell’ordine delle decine di migliaia di euro al mese. Tali stime non sono supportate da campioni verificabili e vanno considerate come scenari di massima.

Le stesse fonti di settore (TrueProfit, SellersCommerce) indicano che annualmente la maggior parte dei dropshipper guadagna tra 20.000 e 120.000 €, con una fascia più ristretta di operatori esperti che supererebbe tale soglia. Anche questi range, in assenza di dati campionari indipendenti, sono da intendersi come stime di riferimento.

I margini netti: cosa aspettarsi davvero

La maggior parte dei dropshipper opera con un margine netto del 15–20%, dopo aver sottratto costi del prodotto, spedizione, advertising e commissioni di piattaforma. I negozi più performanti possono arrivare al 30%, mentre i principianti o i negozi mal ottimizzati spesso scendono sotto il 10%. In pratica, per ogni 10.000 € di vendite, i dropshipper di successo guadagnano tipicamente 1.500–2.000 € di profitto reale.

I costi operativi principali da considerare sono:

  • Pubblicità (Facebook Ads, TikTok Ads, Google Ads): generalmente stimata tra il 20% e il 40% dei ricavi.
  • Piattaforma e-commerce (Shopify, WooCommerce): 30–80 €/mese circa.
  • Commissioni di pagamento e software di automazione: costi variabili da valutare caso per caso.

Il tasso di fallimento e cosa fare per evitarlo

Le stime di settore indicano che una quota significativa di nuovi dropshipper interrompe l’attività entro il primo anno; secondo alcune fonti commerciali questa percentuale sarebbe compresa tra l’80% e il 90%, ma tale dato non è supportato da ricerche indipendenti con campioni verificabili e va considerato come stima non ufficiale. Dato coerente è che solo il 10–20% delle attività di dropshipping raggiunga la redditività nel primo anno.

Le esperienze degli operatori mostrano che in genere è necessario almeno un anno di lavoro a tempo pieno per costruire un reddito paragonabile a quello di un impiego.

La chiave per aumentare le probabilità di successo sta nel puntare su brand positioning, disciplina sui margini e qualità dei fornitori.


Aspetti fiscali in Italia: partita IVA obbligatoria

No, non si può fare dropshipping senza partita IVA in modo continuativo e legale in Italia. La prestazione occasionale è pensata per attività sporadiche. Il dropshipping è commercio al dettaglio continuativo: serve P.IVA, REA e SCIA.

Il codice ATECO da utilizzare per il dropshipping è il 47.91.10.

Per la tassazione, nel regime forfettario l’imposta sostitutiva è del 15% (ridotta al 5% per i primi cinque anni) sull’imponibile, calcolato applicando il coefficiente di redditività del 40% ai ricavi totali. Ad esempio, con 10.000 € di ricavi, l’imponibile sarà di 4.000 € e l’imposta da pagare sarà di 200 €.

A questo si aggiungono i contributi INPS Gestione Commercianti. Per l’anno 2025, il contributo minimo ammonta a circa 4.600 €, con possibilità di riduzione del 35% per i forfettari iscritti. Per gli anni successivi è necessario verificare gli importi aggiornati sul sito ufficiale INPS (inps.it), poiché le aliquote e i minimali sono soggetti a variazioni annuali.

IVA OSS per vendite intra-UE

Chi vende tramite dropshipping a consumatori finali residenti in altri Paesi dell’Unione Europea deve tenere conto della normativa IVA sul commercio elettronico transfrontaliero. Dal 1° luglio 2021 è in vigore il regime OSS (One Stop Shop), che consente di dichiarare e versare l’IVA dovuta nei Paesi UE di destinazione tramite un’unica registrazione presso l’Agenzia delle Entrate italiana. L’obbligo scatta al superamento della soglia annua complessiva di 10.000 € di vendite verso consumatori UE. Al di sotto di tale soglia si applica l’IVA italiana. Chi opera nel regime forfettario è esonerato dall’IVA nel mercato domestico, ma può comunque essere tenuto ad applicare l’IVA estera sulle vendite intra-UE al superamento della soglia: è consigliabile verificare la propria situazione con un commercialista o consultare le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it).


Quanto tempo ci vuole per guadagnare davvero col dropshipping?

Bisogna prevedere alcune decine di ore la settimana per generare entrate stabili attraverso il dropshipping. Più tempo si investe, maggiori saranno le possibilità di guadagnare entrate significative. In media, secondo le stime di settore, il break-even arriva dopo 6–12 mesi di lavoro costante.

Si può vivere solo di dropshipping?

Sì, ma serve costanza, prodotti vincenti e la capacità di scalare oltre i 3.000 € netti mensili. Costi pubblicitari crescenti, concorrenza più dura e margini più sottili significano che il profitto arriva dalla strategia, non dalle scorciatoie.


Fonti:


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