Stai pensando di proteggere il patrimonio di famiglia, ridurre la pressione fiscale sugli utili e preparare un passaggio generazionale senza sorprese? La holding di famiglia è lo strumento che molti imprenditori italiani stanno scegliendo — e non è riservato solo ai grandi gruppi. In questa guida trovi tutto quello che ti serve per capire come funziona davvero nel 2026, dalla struttura ai costi, dalle regole fiscali aggiornate ai passi per costituirla.
Cos’è una holding di famiglia
Una holding di famiglia è una società che detiene partecipazioni nelle società operative della famiglia. Non vende, non produce, non ha dipendenti operativi: il suo ruolo è controllare, gestire e proteggere. È una sorta di cassaforte di famiglia utilizzata per contenere il patrimonio aziendale.
In termini pratici, la holding di famiglia è la società “madre” che detiene quote o azioni di più società “figlie”, spesso fondate o gestite dai membri della stessa famiglia.
Questa tipologia di holding è particolarmente importante in Italia, dove è in assoluto la più diffusa. Il tessuto economico e produttivo italiano è infatti in gran parte costituito da imprese a guida familiare, e moltissime di queste sono di piccola o media dimensione.
Le forme giuridiche possibili
La holding può assumere diverse forme giuridiche — SRL, Società Semplice, SAS — ognuna con caratteristiche diverse in termini di fiscalità, governance e costi di gestione.
Ecco le principali differenze pratiche:
- SRL (la più diffusa): le holding di capitali come la SRL sono soggette all’IRES, ma beneficiano del regime di esenzione quasi totale sui dividendi infragruppo (vedi sezione fiscalità).
- Società Semplice: è fiscalmente “trasparente”, quindi i dividendi percepiti dalle partecipate non sono tassati in capo alla società ma direttamente nei soci, evitando la doppia tassazione a livello di società. Ha però un limite importante: i soci rispondono illimitatamente e solidalmente per le obbligazioni sociali, non può avere come soci persone giuridiche (solo persone fisiche), e il trasferimento di quote successorie è più articolato.
- SPA: adatta a strutture più grandi e complesse, con costi di gestione più elevati.
Come funziona la fiscalità nel 2026: il regime PEX e le novità
Questo è il punto più delicato, e nel 2026 ci sono state novità importanti.
Il regime base: tassazione ridotta sui dividendi
La normativa vigente stabilisce che il 95% del dividendo ricevuto dalla holding è esente da tassazione. In pratica, viene tassato solo il 5% ai fini IRES, con una tassazione effettiva molto contenuta (indicativamente intorno all’1,2%, verificabile in base all’aliquota IRES applicabile).
Facendo un esempio concreto: se una SRL holding riceve dividendi da una controllata per 100.000 €, la base imponibile è pari a soli 5.000 €. I restanti importi rimasti in holding possono essere reinvestiti o ridistribuiti verso l’alto nella struttura societaria con un carico irrisorio.
Rispetto alla situazione di una persona fisica, il confronto è netto: quando distribuisci utili dalla tua SRL direttamente a te come persona fisica, il Fisco applica una ritenuta alla fonte significativa.
Le novità normative del 2026
La Legge di Bilancio 2026 è intervenuta su questi meccanismi. Fino al 31 dicembre 2025, per le società di capitali (quindi anche per una holding SRL/SPA), i dividendi percepiti da altre società erano esclusi dal reddito imponibile per il 95% indipendentemente dalla quota detenuta.
Con le modifiche introdotte dal 1° gennaio 2026, i dividendi percepiti dalle società diventavano integralmente imponibili per le cosiddette “partecipazioni minime”, mentre l’esclusione del 95% continuava ad applicarsi solo al superamento di determinate soglie dimensionali (quota detenuta o valore fiscale della partecipazione).
Aggiornamento importante: un successivo provvedimento correttivo ha eliminato i requisiti quantitativi introdotti dalla Legge di Bilancio 2026, ripristinando con decorrenza retroattiva al 1° gennaio 2026 la disciplina previgente. Il regime di esclusione del 95% torna quindi applicabile a prescindere dall’entità della partecipazione, senza più la necessità di verificare il possesso di soglie minime. Anche i dividendi derivanti da “partecipazioni minime” continuano così a essere tassati in misura ridotta, garantendo la continuità operativa per le holding di famiglia.
Plusvalenze da cessione (regime PEX)
In caso di cessione di partecipazioni, se detenute per almeno 12 mesi e classificate come immobilizzazioni, la tassazione è anch’essa molto contenuta, in misura analoga a quella applicabile ai dividendi.
Il tema dell’abuso del diritto
Un tema centrale nel 2026 riguarda l’abuso del diritto. Le autorità fiscali hanno chiarito che il differimento della tassazione sine die può essere considerato un vantaggio fiscale indebito. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate e la giurisprudenza recente sembrano adottare un approccio più morbido: il risparmio d’imposta derivante dalla holding non è considerato indebito se la tassazione avviene comunque al momento della distribuzione finale al socio.
I vantaggi concreti della holding di famiglia
Oltre alla fiscalità agevolata sui dividendi, la holding di famiglia offre tre grandi vantaggi strutturali:
1. Protezione del patrimonio
La protezione del patrimonio è un beneficio chiave. Separando proprietà e gestione, i beni conferiti nella holding restano più al sicuro da rischi operativi. Se una società controllata dovesse fallire, le altre partecipate non verrebbero automaticamente coinvolte.
2. Passaggio generazionale ordinato
Attraverso la holding, i figli ricevono quote di un unico soggetto che controlla tutto. Inoltre, la holding permette di pianificare il passaggio delle quote applicando regimi fiscali agevolati, evitando sorprese e tassazioni elevate.
3. Governance e gestione della liquidità
Con l’utilizzo di un contratto di cash pooling, la holding può svolgere la funzione di “tesoriere”, accentrando tutta la liquidità del gruppo e mettendola a disposizione della società operativa che di volta in volta ne avrà bisogno, senza che questa debba accedere al credito bancario.
Come si costituisce: i passi principali
Ecco la procedura standard per costituire una holding di famiglia in Italia:
- Analisi preliminare — Valutazione patrimoniale, fiscale e societaria con un commercialista esperto. La realizzazione di una holding deve essere preceduta da un’attenta analisi patrimoniale e fiscale, affidata a esperti in materia.
- Scelta della forma giuridica — SRL, Società Semplice o altro veicolo in base agli obiettivi.
- Atto costitutivo dal notaio — Per costituire una holding in Italia nelle forme di SPA o SRL è richiesto l’intervento del notaio per la redazione dell’atto costitutivo e dello statuto nella forma dell’atto pubblico.
- Conferimento delle partecipazioni — Per il conferimento di partecipazioni societarie esistono regimi fiscali specifici che possono consentire il trasferimento in regime di neutralità fiscale, a condizione che sussistano i requisiti oggettivi e soggettivi previsti dalla normativa vigente.
- Iscrizione al Registro Imprese e ottenimento della Partita IVA.
- Definizione della governance — Statuto, patti parasociali, regole per la distribuzione degli utili e per il coinvolgimento delle generazioni future.
Quanto costa aprire e gestire una holding
Costi di costituzione (una tantum):
I costi per costituire una SRL ordinaria includono: onorario notaio (indicativamente nell’ordine di qualche migliaio di euro, variabile in base al professionista), imposta di registro, bollo, diritti Camera di Commercio e tassa vidimazione libri sociali. Il totale stimato si aggira intorno a 2.500–4.000 €, escluso il capitale sociale da versare. Per un preventivo preciso è opportuno consultare direttamente un notaio.
Costi di gestione annuali:
I costi del commercialista per una holding sono generalmente inferiori rispetto a una società operativa, poiché il volume di fatture e operazioni è minore: si può stimare un range di circa 1.500–2.500 € annui per la tenuta della contabilità, a seconda della complessità della struttura. A questo si aggiungono diritto camerale, tassa libri sociali e altri adempimenti per circa 500–1.000 € annui.
Quando la holding non conviene
Se la tua società produce utili contenuti o irregolari, i costi fissi di gestione di una struttura a due livelli — due bilanci, due commercialisti, due serie di adempimenti — possono superare i benefici fiscali. In linea generale, la holding inizia ad avere senso economico quando gli utili da distribuire superano una soglia stabile nell’ordine di alcune decine di migliaia di euro annui.
Se i soci prevedono di chiudere o cedere la società nei prossimi 1–2 anni, costruire una holding genera costi e complessità che difficilmente si recuperano nel tempo disponibile.
Al contrario non conviene quando la struttura è ridotta, il patrimonio è minimo o i rapporti tra i membri non permettono una governance stabile.
Domande frequenti
La holding di famiglia è solo per grandi imprenditori?
No. L’errore più comune è pensare alla holding come uno strumento utilizzabile solo dai grandi gruppi industriali. In realtà è perfetta per le medie e piccole imprese italiane a conduzione familiare. Ciò detto, occorre sempre verificare che i benefici fiscali superino i costi di gestione della struttura.
Qual è la differenza tra holding SRL e holding società semplice?
La scelta tra holding SRL e società semplice holding dipende dalla complessità del patrimonio, dal numero di familiari coinvolti, dagli obiettivi di successione e dalle considerazioni fiscali. La SRL offre la responsabilità limitata e il regime IRES ridotto sui dividendi, mentre la holding società semplice ha costi inferiori, ma la tassazione per trasparenza fa sì che i dividendi incassati siano tassati in capo ai soci. Non offre quindi l’abbattimento tipico delle SRL, ma rimane uno strumento eccellente per il passaggio generazionale e la protezione del patrimonio.
Cosa è cambiato nel 2026 sulla tassazione dei dividendi?
La Legge di Bilancio 2026 aveva introdotto la tassazione piena per le cosiddette “partecipazioni minime”. Tuttavia, un successivo provvedimento correttivo ha eliminato i requisiti quantitativi, ripristinando con decorrenza retroattiva al 1° gennaio 2026 la disciplina previgente: il regime di esclusione del 95% torna applicabile a prescindere dall’entità della partecipazione, senza più la necessità di verificare soglie minime di quota o di valore fiscale.
La holding protegge davvero il mio patrimonio dai creditori?
Attenzione: se pensi che avere una holding significhi sottrarre beni ai creditori, ti sbagli — si tratta di un’operazione illecita e revocabile. Avere una holding significa strutturare l’impresa per confinare ogni rischio dentro la società operativa che lo genera.
Posso costituire la holding senza pagare tasse sul conferimento?
Per il conferimento di partecipazioni societarie esistono regimi fiscali specifici che possono consentire il trasferimento in regime di neutralità fiscale, a condizione che sussistano i requisiti oggettivi e soggettivi previsti dalla normativa vigente. È comunque necessaria una pianificazione per evitare imposte su eventuali plusvalenze latenti.
Esiste una finestra agevolata nel 2026 per le holding immobiliari?
Sì. La normativa attualmente in vigore ha previsto un regime agevolato temporaneo per: assegnazione ai soci di immobili detenuti dalla società, cessione di immobili ai soci e trasformazione in società semplice di società commerciali il cui oggetto esclusivo o prevalente è la gestione immobiliare. Sono previste imposta sostitutiva agevolata e scadenze specifiche per il versamento. Per i dettagli aggiornati sulle aliquote e sulle scadenze esatte, si raccomanda di verificare sul sito dell’Agenzia delle Entrate o di consultare un commercialista.
Nota bene: Le informazioni contenute in questa guida hanno carattere generale e informativo. Le norme fiscali e societarie possono subire variazioni. Prima di costituire una holding di famiglia, rivolgiti sempre a un commercialista o a un consulente fiscale abilitato per un’analisi personalizzata della tua situazione.
Fonti:
- Studio Scuderi — Holding di Famiglia 2026: Vantaggi, Rischi e Abuso del Diritto: Holding di Famiglia 2026: Vantaggi, Rischi e Abuso del Diritto
- Adhoc SCF — Holding di famiglia: tassazione 2026 e novità PEX: https://www.adhocscf.com/news/holding-di-famiglia-come-cambia-la-tassazione-di-dividendi-e-plusvalenze-dal-2026/
- SRLonline — Tassazione dividendi 2026: rivoluzione per Holding SRL: Tassazione dividendi 2026: rivoluzione per Holding SRL – guida pratica | SRLonline
- Beneggi & Associati — Partecipazioni “minime” e tassazione dei dividendi: https://beneggiassociati.com/partecipazioni-minime-e-tassazione-dei-dividendi-nuove-regole-dal-2026/
- Contrino Studio — Circolare Holding di famiglia (PDF): http://www.contrino.it/wp-content/uploads/2026/02/circolare-11.2026-Holding-di-famiglia.pdf
- ITAXA — Tassazione dei dividendi di fonte italiana ed estera: Tassazione dividendi italiani ed esteri
- Fiscomania — Tassazione dei dividendi 2026: Tassazione dividendi 2026: guida completa - Fiscomania
- Soluzione Tasse — Holding di famiglia: cos’è, vantaggi ed esempio: https://www.soluzionetasse.com/holding-di-famiglia-cose-vantaggi-esempio/
- Assoholding — Holding e passaggio generazionale: Holding e passaggio generazionale: come gestire al meglio il patrimonio familiare - Assoholding
- SRLonline — Holding SRL: guida alla pianificazione fiscale 2026: Holding SRL: guida alla pianificazione fiscale 2026 per risparmiare tasse | SRLonline
- Notaio Online — Costo notaio costituzione SRL 2026: Costo costituzione SRL 2026: calcola gratis onorario e imposte | NotaiOnline.it
- Doppio Minimo — Holding immobiliare familiare 2026: Holding immobiliare familiare: la SRL conviene davvero solo sopra una certa soglia. I numeri veri (e la finestra agevolata 2026 all'8%)
- Studio Tibaldo — Quando conviene fare una holding: https://www.studiotibaldo.com/quando-conviene-fare-una-holding/
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