Startup innovative in Italia: il rapporto Cerved 2025 fotografa un ecosistema in calo ma sempre più orientato

Meno startup, ma più selezionate e concentrate su AI e software. Il nuovo Osservatorio Cerved pubblicato nel luglio 2025 racconta un ecosistema che si restringe per la quarta volta consecutiva ma cambia pelle. Numeri, cause e cosa conviene fare adesso se sei un founder o un investitore italiano.


I numeri: meno 19% dal picco del 2021

Nel corso del 2025 si è registrato un calo del 2% nelle nuove iscrizioni al Registro delle Imprese di startup innovative, scese a 1.986 unità rispetto alle 2.027 dell’anno precedente. Il numero complessivo di startup innovative si è attestato a 11.820 unità, in diminuzione del 2,7% rispetto all’anno precedente e del 19% rispetto al picco raggiunto nel 2021.

Non è un crollo improvviso: dal 2022 la traiettoria si è invertita, anche per l’irrigidimento degli standard competitivi, la selezione naturale delle iniziative meno sostenibili, un quadro macroeconomico più complesso e un funding nazionale ancora sottodimensionato.

Vale però la pena leggere il dato correttamente. Molte startup raggiungono una fase di maturità che le porta ad abbandonare lo status di startup innovativa per trasformarsi in imprese più strutturate, spesso classificate come PMI innovative o come società operative a tutti gli effetti. In questi casi, l’uscita dal perimetro di osservazione non rappresenta un insuccesso, ma il naturale risultato di un percorso di crescita.


Dove si concentra l’innovazione: AI al 29%, software al 61%

La contrazione quantitativa si accompagna a una specializzazione sempre più netta. Oggi il 61% delle startup innovative opera nei servizi informatici e nello sviluppo software, mentre il 13% è attivo nella ricerca e sviluppo.

L’analisi semantica condotta da Cerved sui progetti nati nel biennio 2024-2025 evidenzia quattro direttrici tecnologiche dominanti: Piattaforme e SaaS (29% delle nuove startup), AI e Data Analytics (29%), IoT, embedded e edge technologies (15%), Manifattura avanzata e materiali (8%).

In altre parole, quasi una startup su tre nata negli ultimi due anni lavora su AI o dati. Un segnale forte che l’ecosistema italiano sta smettendo di inseguire la moda del momento per concentrarsi su tecnologie con maggiore profondità industriale.


La mappa geografica: Nord domina, Sud arretra, Campania dimezza

Il 56% delle startup ha sede nel Nord Italia, con la Lombardia che da sola rappresenta il 31% del totale e Milano il 23%.

Il 58% delle nuove startup è nato al Nord (30% in Lombardia, 8,4% in Emilia-Romagna, 6,4% in Piemonte e 6,1% in Veneto), nel Centro spicca il Lazio (13,2% contro l’11,6% del 2024), mentre al Sud subisce un forte calo la Campania, dall’11% al 6% di nuove iscrizioni.

Il gap Nord-Sud si allarga. Non è una questione di idee: è una questione di capitali, reti e servizi di supporto distribuiti in modo disomogeneo sul territorio.


Il nodo del gender gap: ancora fermi al 23%

Nel 2025 le startup con almeno una donna in posizione decisionale sono il 23% del totale, mentre le amministratrici delegate rappresentano circa il 17%: questi livelli sono in linea con quelli del 2020 dopo la crescita registrata fino al 2023.

Quattro anni di progressi azzerati. Le fondatrici risultano maggiormente presenti in ambiti legati alla salute e al benessere e nei settori orientati ai criteri ESG. Al contrario, la componente femminile rimane fortemente sottorappresentata nelle aree della manifattura industriale e nelle tecnologie deeptech, proprio i comparti strategici per il trasferimento tecnologico verso l’industria.


Cosa significa per te

Se stai pensando di aprire una startup il segnale è chiaro: il mercato seleziona più duramente di qualche anno fa. Puntare su AI, dati o SaaS verticali aumenta le probabilità di ricevere attenzione da investitori. Aprirla in Lombardia o Lazio ti dà accesso a reti più dense. Non è l’unica strada, ma è quella statisticamente più percorsa da chi riesce.

Se sei già un founder e stai valutando se mantenere lo status di startup innovativa (e i relativi benefici fiscali), considera che molte imprese mature escono volontariamente da quella categoria per trasformarsi in PMI innovative: a volte è un upgrade, non una sconfitta.

Se sei un investitore il dato AI al 29% delle nuove nate è rilevante: c’è materia prima, ma la forte polarizzazione verso il software rischia di comprimere la capacità del sistema di generare innovazione nei comparti ad alto impatto industriale e scientifico. Il deeptech italiano resta sottoinvestito e potenzialmente più interessante proprio per questo.


Domanda? Ma il calo delle iscrizioni non significa che l’ecosistema sta morendo?

No. Il picco del 2021 era gonfiato da incentivi straordinari e da una fase di euforia post-Covid. I dati evidenziano un ecosistema in forte transizione, caratterizzato da un dualismo tra specializzazione e contrazione numerica. La fine della crescita quantitativa ha lasciato spazio a una struttura meno estesa rispetto al passato, ma più orientata verso le tecnologie digitali profonde.

Domanda? Le startup AI italiane riescono a competere a livello europeo?

Alcuni casi positivi esistono, ma il problema strutturale rimane quello del venture capital: il funding nazionale è ancora sottodimensionato rispetto a Francia, Germania e UK, il che costringe le migliori realtà a cercare capitali all’estero per scalare. I dati Cerved non individuano singoli casi aziendali, ma confermano che la concentrazione su AI e SaaS sta producendo realtà con profili di crescita più solidi rispetto al passato.

Domanda? Vale ancora la pena iscriversi al registro delle startup innovative nel 2026?

Dipende dalla fase. Lo status dà accesso ad agevolazioni fiscali per i sottoscrittori — inclusa una detrazione IRPEF la cui misura esatta è soggetta ad aggiornamenti normativi: verifica l’aliquota vigente sul sito dell’Agenzia delle Entrate o tramite un commercialista — oltre che a strumenti come Smart&Start Italia e altri incentivi. Ma non è eterno: dopo 5 anni si decade automaticamente. Valuta con un professionista se i benefici superano i vincoli per la tua situazione specifica.


Fonti:


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