Oggi 8 luglio 2026 sono arrivati i risultati definitivi dell’offerta pubblica di scambio di UniCredit sulla banca tedesca Commerzbank. Le adesioni finali hanno superato il 17%, portando la quota complessiva della banca italiana quasi al 50% dei diritti di voto. Una mossa che ridisegna la mappa del credito in Europa, e che riguarda anche i risparmiatori e le imprese italiane.
Cosa è successo oggi
UniCredit ha reso noto che, a seguito dell’offerta pubblica di acquisto volontaria su Commerzbank, sono state apportate in adesione azioni rappresentative del 17,60% del capitale sociale di Commerzbank, “un risultato ben oltre le aspettative iniziali”.
Tale quota, sommata alla partecipazione detenuta direttamente, pari al 26,77%, e agli strumenti finanziari che conferiscono il diritto di richiedere la consegna fisica di una quota del 3,22%, porta la posizione complessiva di UniCredit al 47,59% del capitale di Commerzbank. La posizione del 47,59% corrisponde al 49,65% dei diritti di voto, in quanto le azioni proprie non conferiscono diritto di voto.
In pratica: UniCredit controlla quasi la metà della seconda banca tedesca per dimensione. Un risultato che pochi si aspettavano.
I numeri dell’operazione
Il risultato rafforza in modo significativo la posizione di Piazza Gae Aulenti rispetto ai dati della chiusura del primo periodo di adesione, quando UniCredit aveva raggiunto una partecipazione complessiva del 42,5%. Le ulteriori due settimane di riapertura dell’offerta, dal 20 giugno al 3 luglio, hanno consentito di raccogliere oltre cinque punti percentuali aggiuntivi, ben al di sopra delle stime formulate dagli analisti.
L’esposizione potenziale complessiva di UniCredit, considerando tutti gli strumenti, è pari ora al 59,07% e al 61,63% dei diritti di voto al netto delle azioni proprie.
Sul fronte borsistico: il titolo capitalizza oltre 117 miliardi di euro e viaggia con una performance a un anno superiore al 40%. A sostenere la corsa concorrono la trimestrale record del primo trimestre 2026, con utile netto a 3,22 miliardi (+16,1% su base annua), e l’attesa per i conti del secondo trimestre, in calendario il 22-23 luglio.
UniCredit ha alzato l’ambizione sull’utile netto 2026 a una cifra pari o superiore a 11 miliardi di euro, confermando allo stesso tempo gli obiettivi di medio periodo fissati per il 2028 e per il 2030.
Perche Commerzbank resisteva
Una vittoria sonora per il CEO Andrea Orcel che dal settembre del 2024, periodo in cui è iniziata la scalata, ha dovuto affrontare numerosi ostacoli, a partire dalla forte opposizione del Governo tedesco e dei vertici di Commerzbank.
Commerzbank ha rimarcato che meno del 2% delle adesioni all’OPS proverrebbe da investitori istituzionali e retail indipendenti, sostenendo che la gran parte delle azioni conferite sarebbe riconducibile a banche e soggetti collegati a UniCredit. Per questo, secondo l’istituto tedesco, il limitato apporto degli azionisti indipendenti dimostrerebbe la “scarsa attrattiva” dell’offerta.
Cosa succede ora: la BCE decide
L’operazione non modifica nell’immediato gli equilibri di governance. Il regolamento delle azioni apportate all’offerta resta subordinato all’ottenimento delle autorizzazioni regolamentari, a partire dal via libera della BCE, atteso nei prossimi mesi. Francoforte avrà fino a 90 giorni per autorizzare la salita sopra il 30%. Durante questo periodo, UniCredit non potrà incrementare la propria partecipazione.
Un risultato che potrebbe tradursi nella nomina di 10 dei 20 membri del consiglio di sorveglianza di Commerzbank, incluso il presidente dotato di doppio voto, consentendo a UniCredit di influenzare in modo decisivo la gestione della banca tedesca. In tal caso, sarebbe più semplice per Piazza Gae Aulenti applicare la strategia delineata nel piano “Unlocked”, condividendo i costi di ristrutturazione con gli azionisti di minoranza.
Cosa significa per te
Se hai azioni UniCredit in portafoglio, la notizia di oggi è positiva: il titolo aveva già anticipato parte del rally, ma l’esito superiore alle stime apre alla possibilità di un’ulteriore revisione al rialzo della guidance. Mediobanca mantiene il rating outperform con target price a 92 euro. JP Morgan ha alzato il target da 89 a 93 euro (rating overweight confermato), ponendo la banca sotto catalyst watch positivo in vista dei risultati del secondo trimestre.
Se sei un imprenditore o hai rapporti con banche tedesche (finanziamenti, conti correnti aziendali, crediti documentari), l’operazione potrebbe nel tempo cambiare le condizioni di accesso al credito nel mercato europeo. L’eventuale rafforzamento di UniCredit su Commerzbank avrebbe implicazioni rilevanti per l’intero sistema bancario europeo: si rafforzerebbe un grande player paneuropeo in grado di competere con le principali banche globali.
Se sei un risparmiatore che detiene fondi o ETF bancari europei: tieni d’occhio l’evoluzione dell’iter BCE. Il via libera nei prossimi 90 giorni potrebbe essere il vero catalyst per un secondo movimento del titolo.
Domanda: UniCredit ha già il controllo di Commerzbank?
No, non ancora. L’operazione non modifica nell’immediato gli equilibri di governance: il regolamento delle azioni apportate all’offerta resta subordinato all’ottenimento delle autorizzazioni regolamentari, a partire dal via libera della BCE. Solo dopo quel via libera la quota salirà effettivamente nel registro e UniCredit potrà esercitare i diritti di voto corrispondenti.
Domanda: Cosa rischia chi ha Commerzbank in portafoglio?
Un risultato nettamente superiore alle attese, aiutato dalla corsa del titolo di Piazza Gae Aulenti: il rally degli ultimi giorni ha ampliato il premio implicito dell’offerta, portandolo oltre il 5%. Per gli azionisti di Commerzbank è diventato progressivamente più conveniente aderire all’offerta. Chi non ha aderito mantiene le azioni della banca tedesca, ora di fatto in orbita UniCredit.
Domanda: Quali sono i prossimi appuntamenti da seguire?
Due date chiave: il consiglio di amministrazione che esaminerà i conti del secondo trimestre è convocato per il 22 luglio, con pubblicazione dei risultati il giorno successivo. E poi l’attesa per il giudizio della BCE, che ha fino a 90 giorni dalla fine dell’offerta per pronunciarsi sull’autorizzazione a superare il 30%.
Fonti:
- Il Sole 24 Ore: Commerzbank: ops UniCredit si chiude al 17,6%, quota totale al 47,6% - Il Sole 24 ORE
- Italpress: Unicredit al 47,59% di Commerzbank, chiusa Ops con adesioni al 17,6%
- OraFinanza: UniCredit sfiora il 50% di Commerzbank a conclusione dell’Ops
- Milano Finanza: Unicredit, sprint finale su Commerzbank grazie alla corsa del titolo. Orlopp: aperti al dialogo ma soluzione consensuale | MilanoFinanza News
- FIRSTonline: Unicredit oltre le attese: l'ops su Commerzbank si chiude con adesioni al 17,6%. La banca sale al 47,59%, ma l'esposizione potenziale sfiora il 60% - FIRSTonline
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